Le categorizzazioni sono rassicuranti, eliminano il senso di colpa e sono alla base di quei costrutti mentali che permettono all’umanità di vivere, assolvendola dalle proprie miserie.

Dagli stereotipi nascono i razzismi: ciò che non si conosce non affascina, ma spaventa. Essere a contatto con una novità è terrificante, non si possono replicare meccanismi mentali e sociali già esperiti e, soprattutto, ci si scontra con se stessi. Si è costretti a farsi delle domande che, il più delle volte, sono scomode perché scoperchiano quelle miserie di cui tutti sono scevri, ma che, stranamente, fanno parte della vita di ognuno.

Dopo aver ascoltato e letto varie affermazioni, ho deciso di stilare la classifica dei dieci luoghi comuni che tutti dicono di odiare, perché nessuno è razzista, omofobo e sessista. Eccola qua:

  1. Non sono razzista, ma è innegabile: gli ebrei sono bravissimi coi soldi. Potrei risolvere i miei problemi finanziari semplicemente cambiando religione. Come ho fatto a non pensarci prima? E perché, in tempo di crisi, nessuno si converte all’ebraismo?
  2. Gli americani sono strani perché non hanno né storia né cultura. No, non hanno la storia e la cultura europea, hanno la loro, costruita nei secoli, come ogni popolazione.
  3. Non sono contro gli immigrati, ma devono stare a casa loro. Gli unici autorizzati a lasciare la propria casa, famiglia, terra sono i nostri laureati che non trovano lavoro in Italia. Lavoro che viene rubato dai clandestini, ovviamente.
  4. Le donne sono superiori agli uomini: non solo lavorano, ma portano anche avanti la  famiglia e la casa. Trasformare un’aberrazione culturale – la concezione secondo cui debba essere la donna a pulire, cucinare, servire e riverire marito e figli – in una lode è tipica della mentalità maschilista, ben radicata nelle strutture cognitive di uomini e donne. Alla donna che si vanta della propria superiorità perché non solo ha un lavoro, ma ha anche il compito di portare avanti la famiglia, che altrimenti soffrirebbe la fame e sarebbe sepolta dalla polvere, ho sempre voluto chiedere: “Ma non ti piacerebbe un po’ più di uguaglianza e una ripartizione più equa delle incombenze domestiche? Provi soddisfazione nel dover lavorare il doppio, a casa e fuori, per far contenti gli uomini?”. Invece, all’uomo che afferma di essere inferiore, perché la donna riesce a fare tutto, mentre lui dopo aver lavorato vuole solo cenare e sdraiarsi sul divano, non posso che consigliare di superare questa sua inferiorità incominciando coll’aspirare a qualcosa di più. O per lo meno, di aspirare la polvere dal pavimento.
  5. Certe fantasie sessuali non si possono realizzare con la propria partner, meglio rivolgersi a una trombamica. La divisione della popolazione femminile in “peripatetiche” e “spose” è più vecchia del mestiere più antico del mondo e porta avanti la stramba idea secondo cui alcune cose non possono essere fatte con la madre dei propri figli. Questo pensiero, che ai più può sembrare innocuo, se non giusto, oltre a essere profondamente errato – anche le “spose” hanno e vogliono una vita sessuale – non fa che riproporre nella vita moderna una concezione della donna aberrante e sessista. 
  6. Sbaglio o il tuo amico ha certe inclinazioni? No, a me sembra che il mio amico non penda da nessun lato. Perché sei interessato ai suoi gusti sessuali se l’hai visto per cinque minuti e durante tutto questo tempo il mio amico non ti ha mai guardato e ha solo parlato di un cena da organizzare? Se questa domanda scaturisse in seguito ad una serata in cui il mio amico avesse in tutte le maniere cercato di ficcarti la lingua in bocca, forse avrebbe avuto più senso. E comunque, cosa vuol dire: “Certe inclinazioni”?
  7. Le persone del Sud sono più calorose di quelle del Nord. Io sono del Sud e sono calorosa quanto l’iceberg che ha affondato il Titanic.
  8. Le donne coi capelli rossi sono le più disinibite. Questa affermazione funge da corollario al punto 5, secondo cui la trombamica è meglio trovarsela rossa. Per fortuna dell’umanità, la pigmentazione del capello incide sulla vita sessuale quanto le fasi della Luna incidono sull’approvazione della nuova legge elettorale.
  9. I figli dei gay diventeranno gay o comunque avranno problemi a inserirsi nella società. Applichiamo il sillogismo aristotelico e cambiamo il termine “gay” con “etero”, se ne deduce che i figli degli etero diventeranno etero – no, non è così – o comunque avranno problemi a inserirsi nella società – no, non è così – . Questa meschina affermazione, però, è come una profezia che si autorealizza: i figli dei gay avranno problemi a inserirsi in una società costituita da persone che giudicano una famiglia dal genere delle persone che la formano e non dall’amore che le unisce.
  10. Dove vai e vai, in Italia mangi sempre bene. Non è vero: la cucina migliore è quella pugliese, in particolare quella di Bari. Il Salento e il Gargano non sono nulla in confronto alla Terra di Bari, che regna sovrana, anche a livello culinario.

Tralascio le due affermazioni sempre verdi: “I politici sono tutti ladri” e “Al Sud non lavora nessuno”, che permettono di scusare atteggiamenti illeciti, come per esempio la frode fiscale, di rispettabilissimi cittadini.

In generale, le categorizzazioni alimentano le illusioni, ossia quelle sicurezze che permettono una vita serena. In fin dei conti, siamo fatti della stessa materia dei sogni e solo questi ci permettono di continuare a calpestare questa terra, tenendo ben strette al petto le nostre miserie, che vestiamo con idee, scuse e luoghi comuni. Stiamo attenti a non scoprire le nostre meschinità, così perpetriamo il delitto più vitale: la nostra assoluzione a scapito dell’altro.

Lo facciamo tutti, nessuno escluso, in ogni occasione: al bar dello sport, in famiglia, a lavoro, leggendo articoli umoristici e libri impegnati.

Cataloghiamo persone e comportamenti, così da riconoscerli più facilmente: è umano, ed è questa la nostra miseria.

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