#Femminicidio in provincia di Bari, qualche assassinio senza pretese lo abbiamo anche noi in paese

“… Ti dico che è morta, morta!”

“Ma com’è successo?”

“Non lo so, non l’ho capito. Oggi hanno chiamato in cinque, ma nessuno è stato chiaro. Pare che sia successo a casa. Teresa mi ha detto che i soccorsi hanno trovato il cadavere di lei in cucina, riverso a terra.”

“E lui dov’era?”

“Non c’era! È scappato. Polizia e carabinieri lo stanno cercando, ma non l’hanno ancora trovato. Capirai, con tutte le amanti che ha, può essere ovunque. L’avranno aiutato a fuggire.”

“Amanti? Ma chi era, Rodolfo Valentino?”

“Pare ne avesse diverse, di amanti. La moglie lo diceva sempre, anzi lo urlava. Sai, lavoravano insieme in quella pizzeria di via San Francesco, quella che vendeva solo d’asporto. Lui impastava e lei si occupava della cassa. Aveva sempre i capelli a posto e si truccava  molto. Sembrava una tipa precisina, ma come gridava! La si sentiva in tutta la strada.”

“Che brutta storia… E che infame: non solo la tradiva, l’ha pure uccisa!”

“Parole sante, parole sante. Oh, scusa, mi squilla il telefonino: è Teresa, forse ha novità… Devo chiudere, ti chiamo dopo!”

“Ciao e fammi sapere se hai altre notizie!”

Click. La telefonata si interrompe così, senza altri giri di parole. Assunta si morde il labbro inferiore mentre riaggancia: è pensierosa. Ha sempre pensato al femminicidio come a qualcosa di lontano, come qualcosa che accade nelle grandi città, dove tutto vive ad un’altra intensità, anche la passione. Eppure, proprio qui, nel piccolo paesino in provincia di Bari, una moglie è morta: il marito l’ha uccisa e poi è scappato via. Ma non andrà lontano, ormai è iniziata la caccia all’uomo, ed è partita proprio da qui: dalla provincia di Bari.

Assunta aspetta. Passano 5 minuti, poi 10. Il telefono non squilla, ma lei ha bisogno di parlare. L’efferatezza di questo uxoricidio necessita una catarsi, e sebbene non conoscesse bene né il marito fedifrago, né la pettinata e defunta moglie, tira su la cornetta e chiama sua sorella.

“Ciao… Non hai idea di ciò che è successo!”

“Hey, Assunta, dimmi tutto, ma sii sintetica: devo andare a fare la spesa.”

“Pure io, aspetto Ninuccio e poi andiamo dal macellaio… Ma è importante: c’è stato un omicidio! Mi ha appena chiamata Giovanna, ha detto che il tizio che lavorava nella pizzeria di via San Francesco ha ucciso la moglie! Pare che lui la tradisse spesso e che lei non gradisse…”

“Mmm… Conosco la pizzeria, ma non so chi siano…”

“Io li ho visti un paio di volte, vicino la pizzeria. Ninuccio li conosce meglio, credo. Comunque, abitavano in quel quartiere popolare a nord… Dove ci sono tutte quelle case popolari vecchie. Brutta zona.”

“Cioè, lui la tradiva e lui l’ha uccisa? Mi sarei aspettata il contrario!”

“Anch’io, invece… Quel cretino! Da non crederci… Oh, il citofono… Devo lasciarti, sicuramente è Ninuccio.”

“Ciao…”

Assunta aggancia e osserva il telefono a labbra strette, scuote la testa per qualche secondo, poi prende la borsa e va incontro a suo marito.

Ninuccio è in macchina e sbuffa guardando l’orologio: non vuole perdersi la gara in TV e sa già che questa puntata dal macellaio si trasformerà in una Via Crucis di “mi sono ricordata di… Già che ci siamo passiamo anche da…”.

Assunta sale in macchina e comincia ad aggiustarsi la sciarpa di seta.

“Tu lo sapevi dell’omicidio che c’è stato? Io sono s-c-o-n-v-o-l-t-a.”

“Sì, l’ho sentito oggi in giro, al bar prima e al circolo poi.”

I due discutono e decidono che il mondo è pieno di pazzi. Poi parcheggiano, escono dall’auto e lentamente l’espressione indignata si ghiaccia. Gli occhi si spalancano, la bocca si apre, come ad accogliere una golosa ciliegia, e restano così, a due passi dalla macelleria a osservare una coppia avanzare.

Sono giovani e hanno le mani intrecciate. Sono giovani e sorridono mentre camminano verso di loro, poi si guardano, si scambiano un cenno di intesa e ridono. Ridono di Assunta e Ninuccio, perché sono loro, gli ex proprietari della pizzeria in via San Francesco. Entrambi lì, inesorabilmente e indubbiamente vivi.

Ninuccio scrolla le spalle e alza una mano.

“Gianni! Come va?”

“Insomma, un po’ di problemi. Sai, abbiamo venduto la pizzeria… È stato un buon affare, non posso lamentarmi, ma subito dopo è successa una cosa curiosa: ho ucciso mia moglie.”

“Mi ha ucciso”, dice candidamente la donna mentre serra le dita attorno a quelle del marito e osserva i due coniugi senza tradire nessuna emozione, come se avesse appena constatato l’ovvio.

“Avevo sentito qualcosa in giro… già.”

“Noi abbiamo sentito molto in giro, così adesso non ci resta che passeggiare per il paese. Abbiamo calcolato che sostando un paio d’ore in ogni quartiere, entrando in negozi e bar, dovremmo coprire tutto il territorio in breve tempo.”

Assunta sorride, aggiusta la spallina della borsa, che come sempre scivola via, poi inclina la testa: “Allora vi lasciamo alla vostra passeggiata”.

I quattro si salutano, poi marito e moglie riprendono la peregrinazione mano nella mano in questo mondo pieno di pazzi.

 

*Quanto narrato è opera di fantasia. Ogni riferimento a cose, persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.