La Zanzara è una trasmissione storica di Radio 24, la cui alchimia è data da 2 fattori: telefonate senza censura e una riuscita sinergia tra due personaggi: il provocatore cattivo, Cruciani, e quello buono, Parenzo.

Nella puntata del 23 marzo di quest’anno, l’abile duo ha portato in radio un agnello femmina, ribattezzata, poi, Zanzarina.

La sfida dichiarata è capire come reagiscono gli onnivori di fronte a una tenera agnellina destinata alla macellazione, in risposta alla campagna animalista che ha portato agnelli e capretti nelle piazze d’Italia per una Pasqua senza nessuna immolazione dell’agnello diddio.

Il risultato, ovviamente, è l’innesco di una diatriba tra vegani e vegetariani da un lato e onnivori dall’altra.

Ipocrisia vegana e onnivora: on line la petizione de La Zanzara per salvare l’agnello

La provocazione è di casa a La Zanzara, così dopo aver scatenato la radio, si prosegue sui social per poi finire con una campagna di foundraising chiamata Salviamo la Zanzarina!

La trasmissione radiofonica vuole mettere in luce le varie ipocrisie: gli onnivori devono rendersi conto che mangiano carne malgrado la macellazione e non dovrebbero intenerirsi di fronte a un cucciolo destinato a diventar costoletta; mentre i vegani dovrebbero prendersi carico delle spese di allevamento degli animali che non si vuol destinare al macello.

La campagna è di sicura vittoria, almeno per La Zanzara, che, in un modo o nell’altro, ne uscirà vittoriosa.

Se l’agnello resta vivo, i costi non sarebbero a carico di Radio 24, Parenzo sarà contento e Cruciani mangerà un altro agnello.

Se non si raggiungono i fondi, il duo potrebbe ripetere ai vegani che hanno lasciato morire un agnello.

Offese sui social tra vegani e onnivori

Di tutta la vicenda, quel che però lascia sconvolti è questa incapacità di comunicazione tra vegani e carnivori che spesso sfocia in insulti.

I vegani paragonano gli onnivori ad assassini, i carnivori paragonano i vegani ad esaltati imbecilli.

Il tutto perché gli animali vengono paragonati agli esseri umani e si reclamano per loro stessi diritti, scoglio, questo, insormontabile per chiunque pensi che gli animali siano, appunto, animali.

Ora, se una persona decide di eliminare dalla sua dieta carne, pesce, uova, miele, latte e derivati, al limite diventa un po’ un problema invitarla a cena a casa.

Ma se a quella cena il vegano comincia a dare dell’assassino al commensale che mangia il pollo con le patate, il problema diventa di entrambi.

A nulla serve invocare il reciproco rispetto per le proprie idee.

Infatti, proprio sul canale Facebook della trasmissione radiofonica, mi imbatto, e, purtroppo, inizio una discussione con una vegana che non capisce “la gente che commenta in maniera provocatoria sui social”. E lo dice proprio sotto la pubblicazione della petizione: Salviamo La Zanzarina.

Non capisce perché la gente sia provocatoria sul canale social de La Zanzara?

Sorvolo su questa affermazione, che non ha senso dato il contesto, e le spiego che nessuno ridicolizza le scelte vegane, ma che ci dovrebbe essere uguale comprensione da entrambe le parti. Le spiego che la macellazione non è un crimine e che essere chiamati “assassini” porta la gente a reagire male, infine arrivo a fare un esempio: mi dà fastidio chi usa il cucchiaino dello zucchero per mescolare il caffè e poi lo rimette nel barattolo, ma non lo insulto: ho semplicemente preso a bere il caffè senza zucchero.

Ma il mio ragionamento “non è di buonsenso: il alcuni paesi è legale la pena di morte, in altri è illegale mostrare la caviglia se sei donna, in altri ancora è illegale il sesso orale”.

E ritorniamo al solito punto: due opinioni diverse, per me caprette e donne non sono paragonabili, per questa vegana, sì.

Le spiego come la penso circa i diritti civili e perché non credo siano estendibili agli animali e poi… si vedrà.

Magari continuerà a chiamare assassino chi mangia un panino al prosciutto, magari si impegnerà per permettere alle donne di scoprire la caviglia in pubblico anche in certi Paesi.

Vorrei solo avvisare i vegani che se si estendessero i diritti civili agli animali, poi gli uomini potrebbero sposare i cani e non so come potrebbero prenderla i cattolici del family day.