BlaBlaCar è una piattaforma di ride sharing che conta 20 milioni di utenti in 19 Paesi.

La formula è semplice e geniale: l’autostop si trasforma in viaggio sicuro ed economico  conservando però, il suo carattere sociale.

In pratica, conducenti propensi a viaggiare con sconosciuti e passeggeri pronti a salire nella macchina di estranei possono incontrarsi sul web, concordare la partenza e condividere spese, tempo e chiacchiere.

Condividere e socializzare sono le due parole d’ordine della vita 2.0, che comunque andavano di gran moda anche nella versione 1.0, quando, cioè, si andava a scuola senza telefonino e maestri e professori facevano notare ai genitori che “il ragazzo/la ragazza ha problemi di socializzazione”.

Così, istigati dai professori, i genitori si incaponivano su attività ricreative da far fare ai loro pargoli. Se ti andava bene, queste attività erano legate allo sport e alla musica, se ti andava di sfiga, invece, erano legate al mondo incomprensibile della natura e ti ritrovavi a indossare bermuda blu (anche con la neve) e a espletare i bisogni corporali legato a un albero.

Malgrado queste assurde imposizioni, i genitori 1.0 non erano propensi alla condivisione e socializzazione di caramelle e passaggi in macchina con sconosciuti. Continua a leggere su Dotmug