Quando si parla di risparmio energetico la mente vola verso immaginisbiadite, atmosfere fioche. Insomma, se si risparmia non si risplende, o almeno, questo è quel che si crede. Poi, capiti al Fuori Salone di Milano (manifestazione parallela al Salone del Mobile e brulicante di nuovi designer), accendi Zezelij e Tiepin e comprendi che le tue convinzioni sono false.
Due lampade differenti, Zezelij da tavolo, Tiepin da parete, con forme estremamente diverse, più classica la prima – un parallelepipedo a base triangolare – e innovativa la seconda – un vero e proprio fermacravatte che sembra adagiato su uno scampolo di seta -, ma con un’idea in comune: sfruttare i limiti della luce a risparmio energetico per ottenere un effetto di grande impatto decorativo.
E l’effetto c’è. Si fanno notare, queste lampade. Chiedo informazioni a Giorgia Brusemini, classe ’79, che dopo l’ISIA di Firenze si è specializzata in “design luminoso” nello studio dell’architetto Franco Raggi prima e nell’azienda Barovier & Toso poi, e scopro che la ricerca che ha portato alla loro creazione nasce nel 2009, ossia durante l’affermazione dell’illuminazione a risparmio energetico. Continua a leggere su Il Sole 24 Ore