Le epifanie arrivano inaspettate, portano alla tua attenzione argomenti su cui non ti sei mai soffermata e danno vita a domande che, per quanto effimere, prendono il controllo della tua mente e richiedono risposte immediate. È successo in libreria, tempo fa. Ho visto due ragazzini afferrare un libro, raggomitolarcisi sopra e ridere. Era “il delta di Venere”. Osservandoli ho cominciato a chiedermi quale forma avesse il piacere.
La forma del piacere è rettangolare come il libro sfogliato, come i cento dollari pagati ad Anaïs Nin in cambio di quel piacere osceno, svuotato, creato a tavolino.
Rettangolare, anche se gambe, schiena, testa, tutto si curva su quella forma, da tenere nascosta, perché proibita. Chi lo legge si china, si arrotola, si avvinghia a quelle parole mercenarie. Le mani esplorano i fogli, accarezzano avide il libro, spingono, stringono. La testa copre quel sesso che suscita ilarità e imbarazzo. Il piacere attrae e spaventa. O forse attrae perché spaventa, e allora bisogna accartocciarsi per tenerlo nascosto, persino a noi stessi. Continua a leggere su Cakemania e anche Il piacere rotondo!