E’ tutta colpa de Le campane se ancora ci spero.
E il mio problema è sempre quello: dissonanza cognitiva perpetua e irrisolta.Ché tutti gli uomini sono lupi, ma da alcuni non lo accetto.
E hanno un bel dire le campane per quel vento forte. Restano lì, in alto, a ricordare che di vista non ce n’è una. Lo capisco, lo comprendo, riesco anche a rispettarlo (no, non è vero: il mio lupo ulula forte, più propenso alla derisione che all’accettazione). Alla fine mi limito a non condividere, molto più spesso a non scusare, ché il costo è troppo alto e non ho di che pagare.
Inutili crudeltà trincerano le emozioni nel focolare esaurito in cui ti sdrai a faccia in giù. Impastricci il viso con la cenere, stendi le gambe e resti in silenzio. Ma se guardi il legno cosa vedi? Nemmeno il dito del proverbiale idiota. Attendi.
Ingombrante modo di giocare.
Il catino e il sapone aspettano pazienti, ma bisogna alzarsi: non te li posso passare.