L’altro giorno un mio collega si è trovato di fronte a un grave problema: il primo regalo di compleanno per la sua compagna. La loro storia è iniziata da poco e lo scoglio del primo compleanno insieme è arrivato troppo in fretta. Ha qualche idea, ma le boccio tutte.
Avanza l’ipotesi “profumo” , “cosa usa? Fiorito? Fruttato? Cipriato? Orientale o Legnoso?”. Alza le spalle, “sa di buono”. Troppo poco per poter consigliare, il profumo è un regalo comune, si dice che sia il regalo di chi non ha idee o di chi non conosce abbastanza l’altro. Non penso sia giusto, anzi, il profumo abbisogna di grande intimità, è molto personale; io uso solo fragranze francesi, mai fruttate, mai dolci e di profumi mai usati o poi riciclati è pieno il mio armadietto. No, il profumo non è un primo regalo, eliminato.
Una borsa. “Qual è il suo stile?”. “Etnico”. “Sì, ma grandi o piccole?”. Il silenzio che ne consegue mi fa bocciare questa proposta. Eliminata.
“Trucchi?”. No, quelli no. Bisognerebbe comprare una trousse e di solito non si indovinano mai i colori e chi la riceve ne usa la metà. Terminate le solite banalità, il mio collega mi guarda, lui ha idee orientate sulla tecnologia, ma c’è questo piccolo problemino: lei è la donna meno aperta alla tecnologia che conosca. È proprio vero che gli opposti si attraggono. A volte. Continua a leggere su Cakemania.