Sono andata a vivere da sola quando avevo 18 anni. Ho condiviso casa e spese con svariate tipologie di coinquilini. Convivenze più o meno felici, basate tutte su regole ben precise che permettevano di vivere dignitosamente: il buon senso e la puntualità delle pulizie. Da tre anni a questa parte, però, ho affittato un monolocale e instaurato il mio impero dove decido, compro, pulisco e cucino da me. Almeno finché non mi è stato proposto di preparare una cena a quattro mani.
Cucinare insieme? Nella mia cucina? Con il forno e i fuochi, ereditati dall’inquilino precedente, di cui solo io conosco i segreti? Non so se ne sono capace: anni di vita solitaria e di decisioni tiranniche sul cosa, come e dove possono essere accantonati così? Forse, per essere certa della buona riuscita della cena, dovrei stilare un contratto che regoli il rapporto a due in cucina.
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