Tutte le donne prima o poi lo incontrano. E’ una legge naturale a cui non ci si può sottrarre: se devi scontrarti con qualcuno, quello sarà l’uomo che riporta male. Si apposta dietro ogni angolo, non puoi evitarlo: ci inciampi, tuo malgrado.
L’uomo che riporta male ha una mente analitica, no, non è vero. L’uomo che riporta male ha una mente mnemonica, no, non è assolutamente così. L’uomo che riporta male ha una mente sintetica, no, questo lo nego mentre lo scrivo – a dire il vero solo scriverlo mi ha destato ilarità -. L’uomo che riporta male ha una mente, meglio fermarsi qui e non indagare oltre.
Esemplare tipico della fauna umana, l’uomo che riporta male è piccolo – non anagraficamente – per questo non può contenere qualità morali; come un colabrodo non trattiene correttezza, rispetto, riservatezza, sincerità e galanteria. In più arricchisce la realtà con risultati sessual/sentimentali sognati, che un uomo come lui non può non raggiungere.
Se vi capitasse come compagno di pesca, sarebbe quello della trota da quaranta chili.
Se vi capitasse come collega di lavoro, sarebbe quello con la soluzione geniale lodata dai clienti.
Se vi capitasse come compagno di bevute, sarebbe quello con più sete e più lucidità.
A detta sua.
La realtà, però, è sempre diversa e quasi mai dimostrabile, per questo lui si fa grande e, contemporaneamente, minuscolo.
Così, capita che improvvisamente ti ritrovi un amante in più senza esserne a conoscenza. Da quel che è stato riportato, pare che tu abbia insistito per averlo, quasi non potessi fare a meno di questo apollo sceso in terra dal riporto tricologico: irresistibile e unta chioma. Pare, anche, tu ti sia esibita in esercizi ginnici di tutto rispetto e di difficile realizzazione. Momenti indimenticabili, consumati in una dimensione onirica, di cui, stranamente, non serbi alcun ricordo. A quel punto cosa resta da fare? La scelta è duplice: puntualizzare la realtà con chi conosci e sperare che al resto della gente sia stato detto che come te, nessuno mai.