Mercoledì 18 luglio a Milano, nel giardino dell’Innvillà, si è svolto il Casting per il nuovo volto femminile che andrà a sostituire Charlize Theron nel prossimo spot Martini.
DJ Alvin e Katia Follesa indossano la duplice veste di presentatori e giurati e con loro, in giuria, ci sono anche Laura Chiatti e Yuri Buzzi, il nuovo testimonial maschile della Martini. Le modelle, per la tappa italiana, sono 25 e si avvicendano dispensando grazia e bellezza sulla passerella. I camerieri si aggirano porgendo Martini Royale e stuzzichini, le macchine fotografiche scattano, il pubblico osserva, twitta, commenta, scrive o beve.
Tra il pubblico ci sono io, insieme a una mia amica. Ovviamente bevo e commento, ma commentare le risposte delle modelle non è né stimolante né divertente, così cominciamo a ragionare sul perché si debba giustificare la bellezza e come si possa fornire una risposta originale alla trita e ritrita domanda: “perchè hai deciso di lavorare come modella?”.
Insomma, non sarebbe normale rispondere con: “perchè sono bella e piuttosto che chiudermi in un ufficio qualunque preferisco sfilare”?
Siamo onesti, se fossi bella come loro sfrutterei questa dote e non mi vergognerei ad ammetterlo, così come mi sento assolutamente a mio agio nell’affermare di essere brava nel mio lavoro. Le convenzioni, però, vanno rispettate. Anche se Debora Franchi, una delle tre finaliste, ammette di aver iniziato a causa di una multa. Non ci aveva mai pensato prima, poi ha ricevuto una multa e non sapendo come pagarla ha fatto la modella. No, la mia non è una succinta sintesi, è la fedele riproduzione di quanto detto la sera del 18. Ci aspettavamo un aneddoto, non è arrivato. Alla fine, però, è una risposta esauriente a una domanda stupida e poi quant’è seducente l’appena accennato?
Mentre bevo il mio secondo Martini Royale valuto con la mia amica se sia il caso di fare qualche domanda alle concorrenti. Mi vengono in mente solo domande riguardanti la sfera dell’enogastronomia. Mi sembrano stupide e inappropriate. Non ho nemmeno voglia di annotare risposte tipiche, come: “mangio tutto, grazie alla palestra”, “sono golosissima: non riesco a dire di no al cioccolato” o “quando bevo un ottimo vino non conto le calorie”. Ecco, continuiamo a essere onesti: se facessi la modella non mi ammazzerei di cioccolato e vino, ma  curerei la mia dieta con rigore e ammetterei di non poter mangiare tutto. Sì, e anche se le convenzioni vanno rispettate, la farei notare la distinzione tra volere e potere. Ma magari, se le avessi fatte le mie domande, sarei rimasta piacevolmente stupita dalle risposte, chi lo sa?
Quel che so è che le tre finaliste italiane sono: Maria Notarangelo, Debora Franchi ed Alessandra Carlotto e che voleranno a Ibiza per la finale insieme alle selezionate negli altri Paesi. Ed è a loro e a tutte le altre modelle, finaliste o no, che mi sento di dire una cosa: non vergognatevi delle vostre scelte e della vostra bellezza, siate sinceramente immodeste.
E il vino e il cioccolato? Sono sempre a disposizione di tutti, volendo e potendo.