C’era una volta, in un regno lontano lontano, una povera orfanella che viveva all’ombra di un focolare. Ogni giorno veniva vessata dalla matrigna e dalle due sorellastre, zitelle come lei. Lavoro e prepotenze si levavano insieme al sole per terminare al suo tramonto.
Solo con l’arrivo della luna, la ragazza si lasciava andare a sogni d’amore: un principe, gesti galanti, regali e cene offerte. Fantasie ripetute sulla sintonia perfetta, sulla complicità e gli interessi comuni. A volte variava i vestiti e l’altezza del suo principe, ma tutti i suoi sogni terminavano nella stessa maniera: con un casto bacio e il “per sempre insieme, felici e contenti”.
Di altra opinione erano i principi che, pur promettendo l’eternità, si dileguavano di fronte alla castità. Il tempo passava e le stagioni si posavano sulle gambe, le spalle, le braccia e l’utero della ragazza, ormai donna.  Ella continuava a vivere il giorno nella medesima monotonia, ma la notte, ah la notte, quella solo era diversa: si accendeva di un colore nuovo, mosso più dalle esigenze fisiche che dai guizzi del cuore. Continua a leggere su Cakemania