Certe volte mi incaponisco, continuo a pensarci, provarci, fallire. Il più delle volte lascio perdere, dimentico, cancello. E’ più semplice: elimina il problema, o forse rimane, ma almeno non ci penso più.
Più spesso affronto le sfide senza impegnarmi troppo in nulla ché non ne vale la pena. Non ho ancora capito qual è la cosa migliore da fare: se intestardirmi o lasciare andare. Ma stavolta non lascio correre e continuo a provare, mi sposto su una scala dai pioli arancioni, gialli e bianchi. Poggio solo un piede, senza premere troppo, per saggiarne la resistenza. Basta poco: il tempo di guardarsi intorno, confrontare e poi scegliere. Ma quando si sceglie la via da intraprendere, se ne diventa proprietari?
Aggiungo il verde a quel candore, mischiando grossolanamente. Poi sono gocce dal profumo conosciuto e solo dopo stempero l’arancio con il giallo, il bianco e un po’ di spessore senza colore. Adesso è il momento di imbracciare le armi per sciogliere i grumi, sembra esagerato ma non è vero: ci vuole impegno e vedo già la mia indolenza fare capolino. Scrollo le spalle e continuo a muovere le mani, con più forza. Fisso il composto, ma quel che guardo non mi convince: sembra esatto, ma non è mio. A questo punto decido di strappare, tagliare, smembrare. Soffio il profumo nero – non troppo per questa volta – e finalmente seguo un consiglio, esattamente quello che tutti continuavano a ripetere e che lasciavo gallaggiarmi intorno come possibilità cui non volevo arrendermi.
Ma questa è la terza volta e non ripeterò più lo stesso errore. Lo accetto, mi arrendo e chiudo l’argomento insieme al forno.
Questa volta non mi lascio tentare da me stessa, ma persevero e seguo il consiglio.
Questa volta ho deciso di fare tutto, per la prima volta senza sbagliare.

Ingredienti: 200 grammi di zucca, 2 uova, 100 grammi di pallone di Gravina, 150 grammi di pancetta, 170 grammi di farina 00, 100 ml di latte, 100 ml di olio d’oliva, rosmarino tritato, sale, pepe nero e lievito in polvere

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