Qual è il confine tra passione e ossessione e cosa mi spinge a camminare in bilico tra l’una e l’altra? Il desiderio. Ma cosa accende il desiderio? I sensi. E cosa lo mantiene vivo? La mente.
Il desiderio è fatto di carne e di congiunzioni sinaptiche.
Si parte sempre dalla vista. Inizia tutto così, con uno sguardo che scruta, ma con dolcezza. Uno di quelli che non imbarazzano, semplicemente disarmano. Perché dietro c’è altro e lo sai e ti piace che ci sia. È allora che cominci a desiderare, quando cogli questo sguardo e resti tu stessa a guardare, aspettando.
Il secondo passo è il tatto. L’avvicinamento è fatto di carezze che sembrano casuali o gesti improvvisi seguiti da repentini allontanamenti. Ogni cosa prelude a quel che sai e prevedi. Ne segui i movimenti, decisi, precisi, sapienti. Congegnati eppure naturali, per questo irresistibili. Ogni momento di contatto ha il suo ritmo, svela la sua sicurezza, quel che pensa, quel che vuole ottenere e cosa sa di provocare. Continua a leggere su Cakemania!

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