Piove.
La senti sulla testa, fra le mani. Scivola via, ma almeno non c’è silenzio.
Piove, ma non c’è nessuna Ermione, nessuna parola sulle tamerici arse.
E’ una nenia monotona, così tanto fissa da sembrare muta, come se per questo non bastasse il sole.  La luce è zitta, schifosamente zitta. Mentre la pioggia crea rumori (cit). Riuscissi a sentirli aiuterebbe.
Riga la fronte, le gote, il collo. Non vuoi altro che un po’ più di rumore, un contorno liquido, ma cerchi lo stesso di spazzarla via, sgocciolare i capelli al riparo di un uscio sotto cui non puoi sostare.
Eppure si ride quando lo scroscio è più forte e non c’è bisogno di alzare la testa, nè di camminare più lenta, tanto arriva dove vuole e non puoi farci nulla.
Piove, e decide da sè.