Della luna siamo obbligati a guardare un solo lato. La conosciamo per quel che ci appare: volubile e cangiante; non a caso Giulietta la definisce “incostante e bugiarda, che cambia faccia ogni momento”.
È brava la luna a nascondere se stessa, pur restando lì alla portata di tutti. Ha un segreto, lei, a cui nessun poeta ha mai resistito.

Da qui non potrò mai scoprirlo, anche se mi sporgo dalla finestra. Resterà la curiosità, qualcosa di non detto e un tortino al cioccolato sulla tavola.
Picchietto la sua superficie col cucchiaino, rimbalza dolcemente mentre il tortino resta fermo, immutabile, impermeabile, per nulla scalfito. È la prima volta che lo cucino e non sono certa del risultato. L’odore, però, invade la cucina e i sensi. E mi ferma. Se lo mangiassi ne resterebbe solo una flebile eco spazzata via all’aprire di una finestra. E se poi fosse secco? La superficie è compatta e asciutta, la saggio con l’indice partendo dal fondo, risalgo lentamente verso la sommità e seguo il suo contorno. Lo faccio una volta, forse due, magari mille, non lo ricordo. Sull’indice non è rimasto nulla, se non una briciola sparuta grattata via per curiosità. Almeno così si dice. Continua a leggere su Cakemania!

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