Mi sembra strano. Ci sono cose che non capisco, sono rare, ma ci sono. Non le capisco e le trovo errate. Che buffo, la gran parte delle cose che non capisco sono errate, come fanno gli altri a non rendersene conto? Mi sembra sbagliato, non sono d’accordo, ma lo faccio lo stesso. Ci penserò poi, tanto le domande arrivano sempre dopo e le recriminazioni anche. E il problema è proprio questo: fare e pensare.

E’ difficile giostrarsi, ci riescono solo i grandi. E’ tutta questione di equilibrio, da grande imparerai. Ma come si fa a parlare di equilibrio quando questo non c’è?
Poi ti dicono che si migliora con l’esperienza, e pensi che così ci si senta autorizzati a sbagliare. A volte pensi che sia colpa tua, che sia un tuo limite, così ti fidi e sbagli anche quando fai tutto come si deve, secondo le regole, proprio per non sbagliare.
Il problema, però, è che sbaglio a stemperare l’acidità con la dolcezza. Ne metto troppa, quasi me ne vergogno. Però lo faccio, anche se in altre circostanze non lo farei, anche se a mente fredda non lo farei. Ma sapere di sbagliare mi redime in qualche modo. Giro intorno senza fiducia, però che colore, è così brillante, non sembra nemmeno naturale. E il profumo fa sorridere. Rimesto: adesso è un velo rosato, la lente migliore attraverso cui guardare il mondo. Ne faccio cadere un po’ sulle dita, che passo sulle labbra. Dolce, troppo. No, non va bene, però che colore.
Metto da parte l’acidità, già coperta da troppa dolcezza, e osservo il mio errore. No, difficilmente si possono rimediare, gli errori. Puoi riciclarli, ma saranno sempre una seconda scelta, l’espressione di uno scacco o di un indolente accontentarsi.
Meglio azzerare e ricominciare dall’inizio e cercare di non fare errori questa volta. Non ho un’altra possibilità e a volte non esiste nemmeno una seconda.
Aumento la pazienza e il lavoro, per costruire una base solida come una nuvola. Lentamente vedo crescere qualcosa, ma lo vedo veramente o mi sto ingannando? Questa volta ci sto più attenta e seguo tutto con gli occhi bene aperti, anche se non è detto che stiano guardando.
Quando mi sembra che possa reggere, compio il passo successivo. Piccolo, quasi non sembra che stia avanzando tanto mi muovo lentamente. La Terra ci mette un anno a girare intorno al sole, io cerco di fare lo stesso però dal basso in alto.
Quel che ne risulta è la perfezione. Sì, l’esperienza mi ha giovato.
Non resta che ammorbidirlo con il rum e poi colorarlo.
Ma forse manca qualcosa.
Manca sempre qualcosa, per questo esiste la fantasia: e che cioccolato sia, a scaglie.
Ricopro, l’odore di arance è delizioso e il colore lezioso. Forse troppo. Alzo le spalle e getto altro cioccolato. Un po’ di amaro ci vuole sempre, quasi non manca mai.

Ingredienti per il pan di spagna: 6 uova, 150 grammi di zucchero, 100 grammi di farina 00, 50 grammi di amido di mais e tanta pazienza nella lavorazione🙂
Ingredienti per la crema di arance: 180 grammi di zucchero, 500 ml di succo d’arancia, 1 uovo, 50 grammi di amido di mais. Trovate la ricetta originale della crema proprio qui!