Ci sono giorni da tovaglie di stoffa.
Ne senti il bisogno sempre, ma è facile mentire quando si passa la mano sul legno nudo.
Ci sono giorni da tovaglie di stoffa e bicchieri di diversa grandezza da far scorrere tra i piatti e posate a rincorrerli.

Ci sono questi giorni, ma sembrano perdersi nella stasi delicata di una volontà feroce, di una volontà mozzata.
Tovaglie di stoffa e luci gialle soffuse. Nessuna tovaglietta di carta, nessun bancone.
Solo un posto dove poter nascondere le gambe, distenderle, allungarle.
Dicono: “devono essere rari, da assaporare”.
Dicono: “devono essere tanti, perché privarsene?”
Ma è un falso dilemma, la risposta la conosci.
Perché è impossibile non sapere.

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