Ci ho pensato e parecchio anche. Erano giorni che ci pensavo, immaginavo, calibravo la dolcezza con la ruvidità. Solo nella testa. Non avevo fatto i conti con la realtà. Non li faccio mai. E pensare che la matematica mi è sempre piaciuta.
Avevo calcolato tutto, però male.
C’era la morbidezza, la consistenza, la dolcezza, la croccantezza e l’amaro, del tipo che ti scrocchia in bocca perché lo si deve sentire anche con le orecchie.
E poi l’arancione e il viola sono due colori molto belli.
Il problema è che penso troppo e che poi non faccio ciò che penso. Mi lascio trasportare dal momento. Qualcuno la chiama spontaneità, altri ingenuità, i più stupidità.
E quando me ne rendo conto è sempre troppo tardi.
Ero certa che avrebbe funzionato e me ne ero già vantata, per poi ritrovarmi tra le mani un disastro liquido, informe, inconsistente e non mi vengono in mente altri “in”.
Cerco di rimediare: aggiungo, abbondo, amalgamo, assemblo, a.
Per fortuna la mia cavia è una fogna, ma ci sono rimasta male lo stesso. Terrificante.

Ingredienti: zucca di tipo napoletano, 200 gr di ricotta, 1 tuorlo, 1 cucchiaio di parmigiano reggiano, radicchio, sesamo, sale, olio d’oliva

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