Bisogna fare in fretta.
Mai indugiare.
Peccato, mi piacerebbe poterlo fare: mentre spezzetto e unisco quasi mi aspetto di sentire l’acqua del mare accarezzarmi i piedi. E ci penso, ancora una volta e più intensamente, è decisamente questo quel che ci vuole: sabbia fredda sotto i piedi. Anche senza camminare, sentire i granelli schiacciarsi, lasciare il posto al tuo peso. Saltarci su per rendere l’orma più profonda. Poi fare un passo e voltarsi a osservare il mare che mangia ciò che lasci dietro di te. Senza rimpianti, però, perché non c’è posto per ciò che fa male. Ci sono solo sabbia e mare.
Le spalle mi si abbassano, nessuna brezza salata, nessun odore o rumore, eppure sono qui a costruire castelli. La sabbia mi scivola tra le mani, la racchiudo nel pugno, ma sfugge. Un’informe montagnetta che, per quanto mi affanni, non reggerà nessuna torre. Ma come si fa a salvare la principessa se non si costruisce la sua prigione?
Magari parto dal fossato: lo riempio di acqua pura, ma ghiacciata, e in un batter d’occhio costruisco il mio castello, preparo la prigione, mi muovo in fretta per evitare che scappi senza aver vissuto la sua avventura.
Com’è diversa ora la sabbia: così liscia, compatta. Vorrei tenerla in mano ancora un altro po’, ma non si può: è ora di riposare. Giocherò tra quaranta minuti, o anche più, al massimo lo farò domani.

Da cucinare quando si è in bilico:
Estate a pois
Ingredienti: 100 gr di burro freddo, 200 gr di farina 00, 70 gr di acqua ghiacciata