Non si contiene il desiderio.
Il desiderio è impalpabile, scivola tra le mani, che afferrano, stringono  e poi accarezzano. Non resisto, avvicino le labbra e ci soffio su con allegra incoscienza. Lo spando, senza pensarci, senza misura. Pura sensualità. Dei movimenti, delle forme, dei sapori. Gli occhi, la bocca, le mani lo sentono e ne sono avidi. Irrompe. Ed è un invito lascivo che non riesci a frenare. Sparpaglia. Disarma.

O forse sei già disarmato, dal momento in cui l’aspiri, lo vivi. Vinto. Ma è bello dire che non è colpa tua, che non volevi. Che ti sei fatto prendere la mano. E’ capitato, insomma. Aiuta mentire, ci si sente più forti. E si ritorna dalla parte del giusto. Ma senza gusto. Non c’è giustizia se non si rispetta il gusto, c’è solo il rimpinato. E una falsa rassicurazione: “la prossima volta farò quello che voglio, sarà diverso”.
Ma preferisco gli eccessi ai difetti. Quando sono di mio gusto.
E soffio ancora su una polvere brunita per colorare il solito presente. Ciò che è semplice, naturale diventa speciale. Quasi ricercato. Malizioso. Il giusto preliminare. Con un po’ di dolcezza, ma allo stato brado. Nessuna convenzione, nessun calcolo. Quanto ne basta, quanto mi va. E ritorna quel candore macchiato, che brama, avvolge. E ancora sono carezze di ruvida dolcezza unite all’ingrediente più importante, che tutto traina. Ancora una volta e poi basta. La temperatura sale, è tempo di ricoprire. Mezz’ora. Solo mezz’ora e sarà tutto finito. Forse anche meno. Non resta che aspettare. L’attesa aumenta il desiderio. Non è sempre vero. Però freddo fa meno male, ed è più dolce.
Da cucinare per accendere il desiderio, assaporare la sensualità e sentirsi charmant:
L’uomo che sapeva parlare alle donne
Ingredienti: 250 grammi di farina, 250 grammi di zucchero, 3 cucchiai di zucchero di canna (ma io ne metto a piacere), 250 ml di latte, 1 bustina di zucchero, cannella a piacere, 2 uova intere, 125 grammi di burro.

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