Da quando vivo a Milano ho contratto una strana malattia: l’organizzazione. No, non quella della casa. E nemmeno quella della vita. Lì il caos è assicurato. Ho provato a fare ordine, ma non so perché la gonna è sulla scarpiera e lo schiaccianoci nel frigo. Almeno ho finalmente trovato il posto adatto per i mille rotoli di carta per la casa, gentile omaggio dei miei genitori.
Organizzazione, dicevo, delle tempistiche.
Questa patologia mi porta ad arrivare in anticipo agli appuntamenti e ciò è un male (per le mie finanze) se nelle vicinanze c’è una libreria. O un’enoteca.
Che poi a ben vedere sempre di libri si tratta, anche nell’enoteca. Perché nella mia borsa c’è sempre un libro e mi è capitato, molto spesso, di aspettare gli altri bevendomi un bicchiere di vino e leggendo. O scrivendo, porto sempre anche un quaderno.
Questa volta trattasi di libreria. Con il 3×2 sugli Einaudi. Complicazioni in vista e netto peggioramento: le sto perdendo le mie (esigue) finanze. Ma i soldi vanno e vengono e sono ben spesi se alla fine torni a casa con: Greco cerca greca di Friedrich Dürrenmatt, Zazie nel metrò di Raymond Queneau e Le poesie di Cesare Pavese.
E no, non mi taglierò le vene con Pavese. Mi disarma, ma non mi intristisce. Anzi, la sua malinconia mi riempie. E poi per l’ironia e il divertimento cerebrale ho preso Dürrenmatt che affiancherò a David Foster Wallace, l’unico libro che sto leggendo attualmente. Solitamente ne leggo più di uno contemporaneamente. Per fortuna c’è il 3×2 che mi permette di rimediare. Anche se a pensarci ho ancora dei libri da leggere. E a giudicare dallo stato delle mie librerie presto dovrò togliere lo schiaccianoci dal frigo per metterci i libri.
Ecco perché fa male arrivare per primi.
Adesso dovrò comprare anche un’altra libreria e il piatto che ho rotto e i tappetini per il bagno e i bicchierini da liquore (si può servire il liquore nelle tazzine da caffè? Sono indecente).
E lo specchio a figura intera, altrimenti mi tocca andare al piano di sopra con cambi di vestiti e scarpe per capire come sto.
La prossima volta arrivo per ultima.

Ricetta consigliata per organizzare il proprio piacere:
Cheesecake fredda alla marmellata d’arancia: ovvero il dovere di leccarsi le dita

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