Donne.
Che lavorano, che sfruttano, che vengono umiliate, che comandano, che fanno mobbing, che aiutano.
Che vengono ridotte a icona sessuale. Che vincono il Nobel.
Che sbagliano,che lavorano il doppio per ricevere la metà. Che scendono in piazza, che restano a casa.
Che si fanno comprare, che dicono no.
Che non possono avere figli, che non dovrebbero avere figli.
Ne ho incontrate tante, piacevoli e odiose.
Non ho mai avuto molte amiche e mi dispiace, ma le donne fanno più male degli uomini e alla fine si resta sole.

Ho ammirato molte donne, da Sylvia Plath a Tina Fey, da Ipazia a Marie Curie.
Ma oggi ne invidio 3: Carmen D’Elia, Orsolina De Cristofaro e Giulia Turri.
Le tre giudici di Milano.
E giustizia sia.
Oggi  mi sento anche più buona: potrei addirittura pensare di fermarmi a parlare con l’uomo farfuglio, di certo stapperò una bottiglia di vino.
Insomma festeggerò. In fondo se non ora, quando?
Magari il sei aprile.

Ricetta consigliata per lasciarsi andare alle contraddizioni:

Cioccolato al sale e Pojega freddo