Amo guardare dal finestrino. Scorci di vita altrui che si muovono a velocità maggiore della mia; difficili da afferrare, da decifrare. Bisogna concentrarsi, in silenzio.
Ma non sono in grado di concentrarmi su nulla; ho bevuto, quindi rido e non penso. Non posso tornare a casa in queste condizioni: devo prendere un taxi. Ho sempre avuto un certo imbarazzo con i tassisti, non capisco mai se vogliono parlare o no, e se devo accontentarli o no.Una volta un tassista a Roma raccontò di alcune disavventure del turno di notte: incontri strani, tariffe non pagate. Penso proprio a questo mentre salgo sul taxi e, senza pensare, affermo “è fortunato, non sono mai molesta, anche quando sono un po’ ubriaca”. Mi sembrava una battuta divertente, l’ho semplicemente buttata lì. Non immaginavo cosa sarebbe successo poi. Nel tragitto fino a casa sono stata edotta circa la sua salute (purtroppo stava prendendo medicinali e non poteva bere), la sua situazione sentimentale (purtroppo è stato lasciato dopo un anno e mezzo di amore), la sua età. La corsa finisce e chiedo quanto devo. La risposta é: “Un giro. Stacco adesso, vieni a fare un giro con me?”. Resto interdetta con il portafogli in mano, sono già lenta di mio, in più l’alcool non mi aiuta mai in certe situazioni. Lui mi vede perplessa, così si affretta a informarmi che no, non è un violentatore. “Ne sono lieta”, dico. Insiste, ma preferisco di no. E preferisco anche pagare la corsa. E, magari, uscire con uno sconosciuto quando non sono sotto l’effetto del rum. Mi accompagna al portone, mi trova alta. E ci credo, le mie scarpe sono alte e per oggi hanno fatto abbastanza danni.

Ricetta consigliata per lasciarsi andare all’ebbrezza che solo le scarpe alte sanno suscitare:

Tartufi al doppio cioccolato con caramello al burro salato: inebrianti peccaminosità