Cammino veloce verso largo Augusto, fa freddo e ho fame. Prendo la mela dalla borsa, la guardo: è rossa.

Storco le labbra, non è di quelle che preferisco, ma a quest’ora va bene lo stesso. L’addento e alzo lo sguardo. Lo scopro. Mi sta guardando, con molta attenzione. Mi fissa. Insistentemente.
Un bel uomo, oltre la quarantina. Bei vestiti e poca riservatezza. Continua a guardarmi, ed è vicino, sempre più vicino. Begli occhi.
Non cambio la mia andatura, a ogni morso siamo più vicini. Viene verso di me, inflessibile, inarrestabile.
Abbasso lo sguardo, lo rialzo e il suo è sempre là. Mi resta accanto, anche quando mi rimetto a osservare la strada, per poi superarlo.
Che donna sexy e bellissima. Probabilmente è rimasto incantato dal mio viso, dal mio corpo, dal mio modo di mangiare la mela.
Ancora un altro morso, sento il succo scorrermi nella manica del maglione e mentre cerco di non sporcarmi, agitando leggiadramente la mano e stando attenta a non perdere la presa sulla mela, mi viene in mente che forse tutto può essere diverso.
Indosso uno dei miei cappelli anti-stupro e mi sono premurata di calcarlo bene su tutta la fronte, lasciando fuori solo gli occhi. La sciarpa forma mille giri attorno al collo, in effetti per mangiare l’ho abbassata un pò, ma non troppo, perché ho freddo. Il borsone della palestra è piazzato sul lato destro, quello più vicino al mio osservatore. E’ grande, rigonfio e copre buona parte del mio corpo.
Il dubbio mi assale, tanto che mi dimentico di mangiare. Per dieci secondi buoni.
Bella o bardata?
Io ho una vaga idea, a voi lascio la scelta.

Ricetta consigliata per coccolarsi e non prendersi troppo sul serio:

Crema di zucca o l’eterna lotta tra la donna e l’elettrodomestico

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