Camminiamo accanto. A Milano è arrivato il primo freddo, ma io sto bene: un piacevole tepore mi culla mentre camminiamo insieme, l’una accanto all’altro.
In silenzio ascolto i nostri passi, come se in tutta Milano ci fossimo solo noi.
“…Per fortuna parto venerdì mattina, così mi resta solo un altro giorno di lavoro”.
“Eschvmnemmmm”.
“Cosa?”
“Eschvmnemmmm”.
“Eh?”
“Nien…Eschvmnemmmm”. Così parla, mentre scuote il capo in senso di diniego. A cosa poi?
Camminiamo insieme, l’una accanto all’altro e una lieve brezza mi accarezza il viso ancora accaldato. Ma non ho freddo, è piacevole. La brezza, non la passeggiata. Alzo il passo millantando fretta. Poi la salvezza.
“Pronto? Sì, ero in palestra. Sto andando a prendere l’autobus”.
Camminiamo insieme, l’una accanto all’altro.
Io al telefono, lui al telefono.
Finalmente lo saluto e mi allontano.
“Ma eri con qualcuno?”
“Ha insistito per fare la strada con me, si è pure sistemato giubbotto e zaino in fretta. Ma è stato zitto tutto il tempo. Per fortuna hai chiamato”.
“E’ impossibile che stava zitto”.
“Abbiamo camminato in silenzio, finché ho cercato di parlare. E in effetti ha risposto”.
“Lo dicevo io…Cosa ha detto?”
“Eschvmnemmmm”.
L’uomo che farfuglia alle donne, l’unico uomo in grado di zittirmi.
Maledetta buona educazione.

Ricetta consigliata per superare l’imbarazzo:

Pollo semiserio