Non ho mai pensato all’odore. Eppure è essenziale. Lo do per scontato, un qualcosa che deve esserci, ma che non cerco. Gli occhi spadroneggiano. A volte inforco gli occhiali per ascoltare meglio. Questa volta, però, chiudo gli occhi e mi lascio andare al piacere, all’odore, al sapore di un perfetto incontro, di un primo abbraccio. Quando si è ancora due, divisi e diversi. E si gira in tondo per un po’, con movimenti lenti, ritmici, che seguono la prassi, le convenzioni di rito affinché due diventino uno. La temperatura sale, i confini si cancellano, i corpi si compenetrano, è la frenesia della fusione. Morbida, calda, pregna di quell’odore, di quel sapore. Ed è giusto che sia così, questo penso, mentre lascio che riposi. Eppure non riesco a non pensare quanto per me sia più facile dividere, che unire. Per ben quattro volte, ho fatto ciò i cui riesco meglio: ho rotto e diviso. Ma le unioni, come sono difficili. Provo a creare nuovi legami semplicemente mettendo insieme quel che ho, con dolcezza.  Ma non basta. Ci vuole altro. Bisogna che sia ferma, dura. E non sono sicura di riuscirci. Mi resta il dubbio anche quando mi accorgo che diventa qualcosa di più consistente, di più grande. “Un po’ alla volta” mi ripeto mentre la mano destra disegna vezzosi cerchietti. Lo guardo e respiro il suo odore. Sorrido e spero che il tempo lo trasformi in qualcosa di solido, per adesso però chiudo gli occhi e mi perdo in un piacere liquido.

Da cucinare per far felici tutti i sensi e tutti gli amici, ricordandosi che tante sono le forme del piacere

Il Piacere rotondo

Ingredienti (per 4 persone): 250 g di cioccolato fondente, 40 g di burro ammorbidito, 50 g di zucchero, 100 gr di zucchero a velo vanigliato, 4 uova, sale.

Advertisements