Qualcuno rideva. Ma come fa un cumulo a ridere? dove ha la bocca, i denti, la lingua?
Chini. Arrotolati. Rotondi. Scarpe, jeans e giubbotti confondono i loro limiti. Il cumulo ha un libro in mano e ride, sgomitando da solo. Ad ogni riga si piega un po’ di più su se stesso. Ora tra le ginocchia e il cappello ci sono solo cento dollari di quel piacere osceno, svuotato, creato a tavolino.
Un piacere odiato, svenduto in cambio di un appuntamento dal dentista, di un film al cinema, di una cena e del vino.
Strano come fosse lontano, estraneo quel libro per chi lo scriveva.
Tanto più lei lo rifiutava, tanto più si china chi lo legge, si arrotola, si avvinghia a quelle parole mercenarie. Le mani esplorano i fogli, accarezzano avide il libro. Spingono, stringono. La testa copre quel sesso che suscita ilarità e imbarazzo.
E una voce parla da quel cumulo senza bocca, scocciata: “fammi leggere!”
Non più rettangolare, ma rotondo. Pornografia raccattata dagli angoli della strada, dalle pieghe della mente di chi non c’era già più. Dai ricordi mai vissuti. Concentrandosi sul sesso, non ci sarà bisogno della poesia. Rettangolare, come lo sono i soldi, così era. Oggi invece mi appare rotondo, un piacere rotondo.

Ricetta consigliata per “piacere” in tutti i sensi:

Mousse al cioccolato: puro piacere

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