No, non è difficile.
Se ci pensi razionalmente non puoi dire che è difficile.
Eppure spogliare quel viola senza farsi male può essere un’impresa, lasciare che il bianco polistirolo sia visibile non va bene, così lo ricopro due volte. Un drappo liquido che può sembrar poltiglia se non si rimedia in un tuffo giallo. Sto imparando, sì, almeno a rimediare, a non lasciare che scorri e assorba. Nel frattempo sobbolle l’idea che potrebbe essere vero. Ci aggiungi il sapore fresco del verde e l’annusi, quasi sentendoti in colpa per il piacere.
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Ricette scaccia malumore
Le pettole. E gli altri stavano a guardare
Alla fine si può fare ben poco, se non guardare. Gomiti appoggiati, mento fra le mani e sguardo fisso su una ciotola verde. Lo facevo anche io, tempo fa, persa tra quelle mani sempre più segnate, che lottavano in una coppa bianca. Ma non faceva male. Combattere, per una volta, non faceva male. Continua a leggere
Rivisitazione: prosciutto e melone
Rivisitare, una parola che sa di melanconia e di paura, che troppo spesso, però, viene collegata all’innovare. Non so chi abbia ragione, se io o me stessa, ma sono qui a chiedermi se vestire il solito di novità possa cambiarne l’essenza. Non sarà l’ennesima maschera che si incrina al primo morso? Ma poi è così importante? Quel che conta è stupire, imbastendo i ricordi in un abito goloso.
Guardo il tavolo e quel che svetta. E’ quel che ho e non posso cambiarlo, se non nella forma. Continua a leggere
Profondo rosso prugna
Tutto inizia dal colore e dalla mia voglia di giocarci, così mi perdo nei labirinti della fantasia; per fortuna qualcuno ha gettato in terra dei sassolini che mi portano dritta verso il rosso. Ecco il mio punto di partenza: un sapore pungente, a tratti irritante. Stempero con un po’ di bianco e nero, poi scuoto, ancora e ancora. Continua a leggere
La rivincita della zucca: buona la terza
Certe volte mi incaponisco, continuo a pensarci, provarci, fallire. Il più delle volte lascio perdere, dimentico, cancello. E’ più semplice: elimina il problema, o forse rimane, ma almeno non ci penso più.
Più spesso affronto le sfide senza impegnarmi troppo in nulla ché non ne vale la pena. Continua a leggere